Lettera a un'amica

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Testo: Lettera a un'amica
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Dimmi che ti sei confusa. Dimmi che hai sbagliato.

Non erano questi gli accordi.

La prima volta che ti sei avvicinata, tutti parlavano male di te. Io no. 
Io ho pensato che forse volessi dire qualcosa e così sono rimasto. Ti ho ascoltata.

Abbiamo parlato a lungo, ricordi? Ci siamo fatti delle promesse.

Ti avevo promesso che non sarei scappato, che non avrei abbassato gli occhi, e neppure che ti avrei supplicata.

No, devi esserti sbagliata.

Si non è possibile, noi non siamo mai stati nemici. Io non ti ho mai relegata al margine della mia esistenza. Ti ho sempre portata dentro; ti ho offerto attenzione, rispetto, perfino quella comprensione che tutti ti negano.

Avevo promesso che ti avrei addirittura sorriso.

Tu mi dicevi che ogni vita è sempre abbastanza vecchia per morire, e io ti ho creduta: sono rimasto abbastanza sveglio da poter morire in qualsiasi momento. 

Allora perché adesso sei qui, dietro a mia madre?

Forza, ora avvicinati e dille che è stato un errore; dille che non volevi spaventarla. Poi voltati e vattene. Ti concedo qualche minuto, se ne hai bisogno, ma non farla aspettare.

Vedi? L’inchiostro si sta già allargando sul foglio, le lettere iniziano a confondersi; sto già macchiando tutto quello che avevo pensato di te.

Mi avevi quasi convinto che ci fosse qualcosa di buono persino in te.

E perché ora sei da lei?

Sei arrivata qui come se la nostra parola non valesse più nulla, come se tutti quei discorsi non fossero mai esistiti; come se io fossi soltanto una persona qualunque incontrata per strada.

È questo che sono per te?

Uno qualunque?

Vattene.
Ladra.

Se resti, dovrò odiarti.
Anzi, peggio: avrò paura di te. 

Vattene, davvero, non sto scherzando.

Sto per dirti tutte le cose che non ho mai voluto credere.
E allora diventerai davvero ciò che tutti dicono: 

un mostro.

Ti insulterò, ti maledirò.
Rimpiangerò il giorno in cui ho deciso di ascoltarti. E sarà solo colpa tua.

Non voglio fare questo.

Quindi lascia stare mia madre.

Te lo ripeto per l’ultima volta: lascia stare mia madre.

Se te la porti, non troverai più l’amico che aveva imparato a comprenderti.
Troverai soltanto un figlio.

Un figlio che avrà paura di te.
Un figlio che ti accuserà.

Un figlio che ti maledirà fino all’ultimo respiro perché gli avrai portato via la mamma.

Lettera a un'amica testo di GZ
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